Quali sono le novità del nuovo certificato di revisione?

Se ne parla da un po’, ma ancora non è molto chiaro, per molti consumatori, che cosa comporti il nuovo certificato di revisione. Si deve partite col dire che il Decreto Ministeriale 214/2017 entra in fase operativa, e da lunedì 21 maggio porta ad avere un certificato di revisione nuovo, e nelle intenzioni più sicuro e tutelante nei confronti dell’automobilista.

Si parte con l’osservare che, ovviamente, la revisione è sempre di competenza degli ispettori ministeriali, o in alternativa di ispettori autorizzati che soddisfino i requisiti minimi di competenza e formazione qualora ci si rivolga a centri privati La nuova direttiva impone regole più rigide per il personale che deve svolgere la vera e propria revisione: si richiede un livello di formazione superiore, da ottenere attraverso una formazione specifica in fase iniziale e poi con periodici corsi di aggiornamento e relativi esami. Così non vengono più solo verificate le auto, ma anche il personale di controllo e le strumentazioni, in maniera da avere risultati più attendibili e certi.

Detto questo, il certificato di revisione che viene consegnato al termine della stessa contiene alcuni specifici dati del veicolo, come la targa, il numero di telaio, la categoria di appartenenza, il risultato del controllo e, in caso di necessità, l’elenco delle criticità rilevate. Vengono inoltre indicati data, luogo e l’ente di controllo tecnico. Tra le novità più importanti anche la rilevazione ufficiale del chilometraggio, utile a intervenire con sicurezza in contestazioni per “auto ringiovanite” con manomissione del contachilometri. Una traccia in più, per avere problemi in meno in futuro.

Il certificato di revisione, una volta così compilato, viene inviato dall’ente direttamente al Ministero di Infrastrutture e Trasporti, allo scopo di ottenere una scheda di valutazione che attesti con precisione lo stato del veicolo.

A parte le novità meramente cartacee, comunque, restano invariate le tempistiche: dopo quattro anni dall’acquisto della vettura nuova, e ogni due per i successivi passaggi di verifica. Si ricorda comunque che, per mantenere l’auto sempre al meglio in tutte le sue parti, una manutenzione periodica sicura è sempre la miglior scelta, anche per non trovarsi con sorprese in questi casi.

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