Nissan punta a un milione di auto elettriche nell’arco di quattro anni

Il successo di Nissan Leaf potrebbe essere un volano per la casa automobilistica giapponese. In un mondo diviso tra elettrico e motorizzazioni classiche, l’obiettivo che la casa dell’estremo oriente si pone è davvero ambizioso. Proprio sulla scia del successo di Leaf, Nissan infatti desidera sviluppare otto nuove vetture elettriche pure, con la meta finale di un milione di ibride ed elettriche entro il 2022.

Nel progetto c’è anche l’idea di sviluppare otto nuovi veicoli elettrici puri, partendo dal successo della Leaf, e integrare con auto ibride. È il piano Move, che comprende anche sistemi di guida autonoma e assistenza alla guida. Il piano prevede una importante offensiva sul mercato cinese – in costante crescita – anche per stimolare al cambio e alla novità, in uno dei Paesi con il maggiore livello di inquinamento al mondo; probabilmente agirà sotto altri brand, che faranno capo alla Casa madre. Inoltre, si pensa all’introduzione per il mercato giapponese della mini auto Kei, per muoversi agilmente e col minimo ingombro anche nelle più grandi metropoli dell’arcipelago. Per quanto riguarda la guida autonoma, si pensa di equipaggiare 20 modelli in 20 differenti mercati, con questo sistema.

L’impegno di Nissan per il riciclo delle batterie

Ma che fine fanno le batterie delle auto elettriche, una volta esauste? Lo smaltimento è complicato e costoso per cui Nissan sta prendendo una strada differente: il riutilizzo. Sarà presto aperto in Giappone il primo impianto specializzato nella riconversione delle batterie provenienti da veicoli elettrici, per trasformarle da utili all’alimentazione delle auto elettriche all’alimentazione di sistemi di illuminazione stradale, in combinazione con pannelli solari.

Se ne occuperà 4R Energy Corporation, joint-venture tra Nissan e Sumitomo Corporation, creata nel 2010. Negli anni ha sviluppato un sistema di misurazione prestazioni per batterie usate, con l’idea di applicarlo alle batterie raccolte in tutto il Giappone per valutarne la riusabilità prima ancora che lo smantellamento.

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