Nasce a Torino il centro di restauro dell’auto d’epoca

Al MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, è stato inaugurato il primo polo formativo specializzato nel restauro di vetture d’epoca.

Se per le autovetture contemporanee, più o meno moderne, prenderne cura per tenerle efficienti e sicure è un gioco da ragazzi con dotcar, per i propri veicoli storici il MAUTO, siglando  l’accordo con la Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”,  mette in moto le azioni per la realizzazione di progetti di conservazione e restauro, ricerca, studio e diagnostica sui preziosi veicoli storici custoditi presso la sede di corso Unità d’Italia 40. Per la prima volta, le tecniche utilizzate per riportare le opere d’arte al loro antico splendore saranno utilizzate per dare nuova vita al vasto patrimonio dell’Open Garage all’interno del MAUTO, che oggi ospita circa 70 pezzi da collezione disposti in ordine cronologico.

Torino, marzo 2011. Il museo dell'automobile "Carlo Biscaretti di Ruffia", in corso Unità d'Italia, 40, prende nuova forma e cambia nome. Viene dedicato a Giovanni Agnelli. Nuovo presidente è Lapo Elkann. Nell'immagine i nuovi allestimenti del museo realizzati dallo scenografo e architetto svizzero François Confino.

Nei primi mesi prenderà il via la fase di formazione del personale del museo, che seguirà insieme agli specialisti del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” un workshop sulla Carrozza di Bordino, e l’attrezzamento dell’Open Garage, con l’obiettivo di ospitare in futuro un centro di Alta Formazione per restauratori di veicoli d’epoca. Il metodo di ricerca sui materiali e la gestione della parte teorica di approfondimento sulle procedure costruttive applicate nelle diverse epoche saranno inizialmente impostati da uno specialista del Corso Conservazione e Restauro dei beni Culturali. In un secondo tempo seguirà poi un intervento pratico sulle vetture scelte dal parco macchine dell’Open Garage e risalenti alla fase artigianale/preindustriale della produzione, dal 1856 agli Anni Trenta.

La collaborazione è il primo tassello di un più ampio progetto che punta non solo a rafforzare la fitta rete di relazioni che il museo sta intessendo sia a livello nazionale che internazionale, ma soprattutto per valorizzare l’immenso bacino di talenti, l’estro creativo, l’artigianalità e le capacità imprenditoriali esistenti in Piemonte. E l’obiettivo a medio termine prevede di far diventare il Centro di Restauro un polo di eccellenza a livello europeo.

Ti potrebbe anche interessare...