Le industrie europee investono più in elettrico in Cina che nel vecchio continente

Sono inevitabilmente amari i conti per il vecchio continente, quando si tratta di settore elettrico dell’automobile. Secondo la Ong Transport & Environment (T&E) gli investimenti che l’industria automotive fa, in merito all’auto elettrica, sono nettamente superiori in Cina che in Europa. E non di poco. si parla di 21.7 miliardi in oriente, e 3.2 nel vecchio continente. Uno scarto tremendo e impietoso, ma a cosa è dovuto?

A investire di più è Volkswagen (che gode di una joint venture del valore di 10 miliardi con l’azienda cinese Anhui Jianghuai), mentre Daimler e Renault-Nissan la seguono. La spiegazione di questa differenza tra oriente e occidente spiegazione ben precisa, e lo spiega la stessa T&E:

[Il motivo è] l’ambizioso mandato della Cina, che impone ai costruttori automobilistici di produrre veicoli elettrici sul suo territorio, e costituisce un fattore chiave per gli investimenti nei veicoli elettrici, che oggi manca in Europa.

Facile pensare, per noi consumatori, come imporre regole analoghe per lo sviluppo dell’elettrico cambierebbe molte cose, anche dal punto di vista economico e lavorativo. Tutta l’industria dell’auto, dalla ricerca e sviluppo, alla produzione sino all’indotto, potrebbero cambiare radicalmente volto una volta che tutto dovesse meglio radicarsi sul territorio. Il problema è però, probabilmente, costituito dai costi differenti che ci sono per le aziende. Delocalizzazioni di ricerca e sviluppo portano poi a poter mantenere costi differenti anche in Europa, traslando qui i frutti di lavoro svolto altrove. L’equazione per comprendere questo meccanismo è sicuramente molto complessa,valuta investimenti,costi e ricavi, ma una cosa possiamo dirla: possiamo sperare che i frutti di questi investimenti, in un modo o nell’altro, portino vantaggio anche dalle nostre parti. Sia in termini di occupazione sul lungo periodo, che in termini ambientali.

Ti potrebbe anche interessare...