L’auto 3D non è un film

Il 3D lo si avrà anche sulle auto. E non stiamo parlando di ulteriori sviluppi della multimedialità a bordo delle vetture, bensì di componenti delle auto realizzate utilizzando la cosiddetta stampa in 3 dimensioni.

Questo è stato l’argomento di un meeting organizzato ad EXPO dal gruppo FCA. Durante “La fabbrica delle idee in 3D” sono state presentate diversi componenti della nuova Alfa Romeo Giulia che, nella fase di progettazione e per i test su strada, sono stati realizzati mediante l’utilizzo stampanti in 3D. Questi apparecchi permettono letteralmente di realizzare dal niente elementi anche complessi in materiali plastici, vetrosi e metallici. In pratica un oggetto campione viene preso come riferimento da uno scanner collegato ad un apposito elaboratore, il quale a sua volta impartisce le istruzioni alle speciali stampanti che, in luogo dei normali inchiostri, utilizzano particolari polveri chimiche o resine; passaggio dopo passaggio, i pezzi si materializzando grazie al deposito progressivo di differenti quantitativi di materiale. Avete presente quando un vaso di terracotta “cresce” e si modella tra le mani di un artigiano? La stampante 3D fa lo stesso.

Grandi vantaggi promette questo nuovo modo di produrre: l’Additive Manufacturing (realizzazione di prodotti per aggiunta, questa la traduzione letterale) riduce enormemente i tempi di produzione e al contempo si evitano gli scarti di lavorazione; inoltre permetterà a ridurre notevolmente le dimensioni dei magazzini ricambio o a velocizzare gli interventi di riparazione: quando occorrerà uno specifico pezzo  lo si potrà stampare al momento. E in caso di errore di progettazione, sarà facile effettuare le dovute modifiche grazie ad un nuovo campione di riferimento corretto.

Gli esperti del settore hanno spiegato che al momento la realizzazione con la nuova tecnica 3D è utilizzata solo per la fase di pre-industrializzazione; in particolare, i tecnici di FCA e Alfa Romeo hanno rivelato che per la Giulia questa tecnica è stata usata, tra le altre, per la realizzazione di componenti meccaniche e di quelle che definiscono lo stile, come ad esempio la calandra anteriore. Inoltre su muletti e prototipi molti componenti costruiti in 3D sono stati utilizzati per la successiva validazione.

Per la normale produzione invece, e per i prossimi anni, si utilizzeranno ancora tecniche tradizionali; secondo i tecnici di FCA per il via libera all’Additive Manufacturing saranno necessarie nuove e continue verifiche qualitative e di durata. Invece per elementi “non critici”, ovvero pezzi dedicati esclusivamente alla caratterizzazione estetica, gli esperti intervenuti promettono che entro un lustro potranno essere realizzati con stampanti 3D. In poche parole, per il tuning estetico l’appuntamento non è così lontano. Per tutto il resto, c’è da attendere. Fiduciosi.

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