L’addio di Toyota alla motorizzazione diesel

Chi desidera una Toyota deve mettere in conto una importante novità, scattata il 1 gennaio 2018: tutta la gamma passenger è infatti Diesel Free. Se già Aygo, C-HR e Prius family non disponevano di versione diesel, ora anche Yaris, Auris e RAV4 non saranno più ordinabili a gasolio. Toyota è quindi la prima ad agire come produttore per ridurre le emissioni di NOx e la diffusione delle polveri sottili.

L’unica a non essere ancora disponibile anche in versione ibrida, al momento, è la piccola Aygo, perla quale si prevede solamente le motorizzazioni benzina (cilindrata 1.0, 1.2 e 1.5), per occupare il segmento delle piccole compatte dall’agguerrita concorrenza. Ma questa si considera solo come una fase, facente parte del piano Toyota per portare le proprie vetture a essere solamente in motorizzazione ibrida entro il 2030: la previsione è di 5.5 milioni di vetture all’anno, di cui circa 1 milione a zero emissioni.

Obiettivo ambizioso, all’interno di un piano di svecchiamento complessivo del parco auto e che deve portare gradualmente anche le officine ad aggiornarsi, per offrire sempre i migliori servizi di manutenzione, sia per la rete interna che per quella non brandizzata.

Nel 2017, comunque, dalle nostre parti il mercato dell’ibrido è aumentato: sono infatti 180.000 gli italiani che hanno scelto Toyota e Lexus in questo genere di motore, segnando così un 60% del mercato totale del gruppo. Incoraggiante anche che i valori assoluti di vendite sono tornati paragonabili a quelli del 2008, prima della recessione globale che ha rallentato e fermato molte economie mondiali – non ultima, anche la nostra.

Lo si può quindi interpretare come un segnale incoraggiante sotto diversi punti di vista, sia per quanto concerne il cambiamento dell’aria che respiriamo, sia per la parte riguardante un’economia che torna a muoversi e a essere produttiva.

Ti potrebbe anche interessare...