L’11% del pil italiano arriva dal settore auto

All’Italia piace il mondo dell’auto, le è sempre piaciuto. Dimora territoriale di alcune tra le più importanti aziende al mondo e culla di territori dove nascono le più note supercar e hypercar su scala globale. E pensare che un comparto come questo porti al PIL italiano un valore dell’11% è importante ma fa anche capire che, forse, potrebbe portare di più. Con un settore di mercato che sembra in crescita, è inevitabile pensare a quale sia il margine di crescita effettivo e quello potenziale che questo comparto può avere, regalando ulteriori miglioramenti all’economia italiana.

Ma andando ai dati: secondo il Centro Studi Promotor e i dati presentati al convegno “Il contributo dell’auto alla ripresa dell’economia italiana”, organizzato in partnership al Motor Show di Bologna in collaborazione con Uiga (Unione italiana giornalisti dell’automobile) il 2017 si chiuderà con una spesa di 189 miliardi, pari all’11% del PIL nostrano. Si valuta quindi che vi saranno 2 milioni di vetture immatricolate, per raggiungere i livelli di pre-crisi, in un tasso di crescita annuale assestato intorno all’1,5% annuo. Certo, sono numeri che devono tradursi in beneficio effettivo: non sono in pochi economicamente parlando, ma è anche vero che è cresciuto il divario reddituale, cosa che tiene ancora a rischio le famiglie italiane.

Il presidente di Econometrica e del Centro Studi Promotor Gian Primo Quagliano osserva i dati, e li commenta:

Il settore dell’auto sta dando un contributo importante all’economia nazionale […] il comparto ha superato senza alcun aiuto una crisi molto più grande di quella del nostro contesto economico e che a livello mondiale il settore ha grandi potenzialità di crescita. Nel 2019 il mercato auto mondiale, secondo uno studio Euler Hermes, raggiungerà i 100 milioni di autoveicoli venduti e in Italia si arriverà a 2.300.000 unità.

Si può allora sperare che le cose migliorino, economicamente, per tutto il nostro Paese? Così sembra, a fronte di dati incoraggianti, in un riavvio complessivo del settore, compreso quello delle manutenzioni, e di tutta l’economia italiana.

 

Ti potrebbe anche interessare...