Inka che test!

Dodici anni in appena 19 settimane. In questi numeri forniti da Audi si racchiude l’intensità del test che stiamo per descrivere.

In meno di quattro mesi si ricreano le condizioni in cui si trova un’auto dopo 144 mesi di utilizzo, 12 anni appunto. L’obiettivo del test INKA (Ingolstädter Korrosions und Alterungstest,  Test di corrosione e invecchiamento di Ingolstadt) è il controllare la qualità del progetto, la resistenza dei materiali e dei componenti tutti sottoponendoli a svariati stress, meccanici e fisico-chimici. Al termine della sessione dei test i tecnici e gli ingegneri dei quattro anelli  smontano completamente l’auto sotto esame:  ogni componente viene confrontato con quello di riferimento per scoprire se il progetto dell’elemento è stato accurato o meno. In quest’ultimo caso si avviano le procedure per ovviare al problema riscontrato. Questo metodo, utilizzato dal reparto Verifica Qualità, è utilizzato da Audi dal 2002  per verificare la durata nel tempo  e l’efficacia della protezione contro la corrosione delle proprie vetture. 

L’Audi A4, oggetto del centesimo test INKA, permette alla Casa di ingolstadt di giungere a  322.500 ore di test, più di un milione di chilometri, 2.800 prove in acqua fangosa fango e 1.900 in soluzione salina. 

Il test INKA è essenziale per valutare la qualità dei nostri modelli e di ottimizzare ulteriormente il nostro strumento metodi di produzione “

Del resto, come ricorda Sylvia Droll, Responsabile di Ingegneria dei Materiali, Audi rappresenta da svariati anni prodotti di qualità superiore, dalla alta qualità percepita e dalla alta affidabilità, anche molti anni di utilizzo della vettura. 

La prova di durata si compone di cinque fasi:nella prima si ricreano le condizioni in cui l’auto è utilizzata costantemente in aree costiere: il test vede l’auto sottoposta ad un velo di acqua salata in camera climatica alla temperatura di 35 gradi . Di seguito, per simulare il clima tropicale, ecco la vettura sottoposta in camera climatica a 50°C con umidità relativa del 100%. Se 50°C vi sembrano pochi – e siamo alla terza fase – ecco 90°C forniti da 80 lampade di 1.200 watt ciascuna che riscaldano la vettura: se un materiale non è adatto, certamente manifesterà la propria fragilità. Dal forno al congelatore. La quarta fase vede l’ingresso in camera climatica ancora per giungere ad un temperatura di 35 gradi sotto zero: allo stesso tempo una macchina con quattro pistoni idraulici muove la vettura ricreando un percorso accidentato. In tale maniera a dura prova sono testate la qualità del telaio e dei supporti motore.

Dulcis in fundo, si fa per dire, i collaudatori guidano l’auto numerose volte su speciali piste che dove verranno percorsi 12 mila chilometri, molti dei quali lungo strade irrorate di soluzione salina o composte da argilla. Alla la fine di tutti questi test, e dopo 19 settimane, gli ispettori della qualità provvederanno a sezionare completamente la vettura in circa 600 componenti, alla ricerca dei punti deboli.

Il test INKA rappresenta da tempo uno degli ovvi  punti di riferimento nel settore. Nonostante questo, Audi continua a sviluppare metodi di esame sulla base della sua pluriennale esperienza.

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