Incentivi cambio auto, se ne torna a parlare

L‘età avanzata del parco auto italiano è un problema che riguarda ambiente, sicurezza e costi di manutenzione. Per mantenere sempre efficiente un’auto di 10 anni, questa deve passare periodicamente per un’officina specializzata che sia in grado non solo di riparare eventuali danni, ma procedere a sostituzioni di parti allo scopo di mantenerla anche il più sicura possibile. Ma al giorno d’oggi è anche questione di rispetto per l’ambiente, avanzamento delle tecnologie, miglioramento dei sistemi di sicurezza e dei consumi. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, apre quindi le danze:

Aiuti per l’auto in bolletta? Se il parlamento li sostiene siamo d’accordo, ma ancora non ho risposte. L’auto elettrica è favorita ma mancano colonnine.

Già, la mancanza di infrastrutture di rifornimento per l’elettrico è qualcosa di semi-cronico, e l’Italia è parecchio indietro su questo punto. sebbene si stia cercando di recuperare il più rapidamente possibile. Mail Ministro continua:

Pensiamo che ci voglia un incentivo per svecchiare il parco circolante italiano, datato e inquinante […] Però si tratta di un tema delicato […] la fonte finanziaria individuata, che poteva essere una componente della bolletta, comporterebbe un uso della bolletta forte. […] La prendiamo in considerazione solo se si registra un’ampia condivisione politica sull’argomento.

La svolta deve essere insomma politica, e non sociale. L’italiano desidera cambiare auto, modernizzarsi (anche se resta restio sulle auto a guida autonoma) e perché no, anche passare all’elettrica. D’altronde, osserva bene il Ministro Calenda, le concessioni sono molte: tassazioni differenti e accessi anche ai centri storici sono esclusive delle auto elettriche. Ma come fare se poi la rete di rifornimento non è adeguata? L’elettrico, anche per i gestori di flotte aziendali,è ancora troppo poco affidabile a causa della sua bassa autonomia, che relegherebbe l’uso alla città e ai brevi viaggi. Difficile pensare di affrontare un viaggio di 500 km con un’auto a zero emissioni.

Quantomeno, però, sembra anche riaprirsi l’ipotesi all’incentivazione statale per il rinnovo della vettura. Che sia il momento di eliminare definitivamente Euro 0 ed Euro 1?

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