Grazie all’ACI formazione fa rima con passione

L’Automobile Club d’Italia e il Centro Nazionale Opere Salesiani hanno presentato il 30 ottobre presso la sede dell’ACI il Progetto di formazione e specializzazione per Restauratori di Auto Storiche, in collaborazione con ACI Storico e ACI Vallelunga.

Il programma risponde all’esigenza di salvaguardare il patrimonio di tradizione automobilistica nel Paese, fornendo una risposta qualificata alla domanda sempre crescente delle aziende specializzate nella conservazione e nella valorizzazione dei veicoli d’epoca.
L’intento è quello di garantire il futuro dell’automobilismo storico incrementando lo sbocco nel mondo del lavoro ai giovani con uno specifico bagaglio formativo di eccellenza. L’ACI e il CNOS-Formazione Aggiornamento Professionale hanno messo a punto un’offerta formativa che si articola in un corso di durata triennale di formazione professionale rivolto ai ragazzi in età scolare e poi in un corso di specializzazione da 300 ore per la formazione di addetti al restauro di auto storiche, quest’ultimo diretto ad operatori del settore carrozzeria e autoriparazione o a giovani che abbiano già conseguito la qualifica di formazione professionale. I corsi sono attivi da settembre presso l’Istituto Salesiano “Teresa Gerini” a Roma, ma il progetto prossimamente sarà esteso in altre città.383983

Con questa iniziativa si sperimenta un nuovo modello di interazione tra l’istruzione, la domanda e l’offerta di lavoro: l’attività formativa in aula si integra con stage e di periodi di apprendistato nella rete qualificata di officine meccaniche ACI in tutta Italia.  Gli obiettivi finali dell’Automobil Club sono quelli di “valorizzare il patrimonio storico a quattro ruote, favorire l’occupazione giovanile, qualificare l’offerta delle officine, offrire garanzie e tutela ai collezionisti”. “In Italia operano 8.000 officine specializzate nel restauro – dichiara il Segretario Nazionale CNOS-FAP Settore Automotive, Matteo D’Andrea – ma il ricambio generazionale di manodopera qualificata non è garantito, sia per gli elevati livelli di esperienza richiesti, sia per la quasi totale assenza di corsi specifici di formazione professionale. Il nostro progetto intende colmare la lacuna e creare nuove generazioni di esperti restauratori di auto d’epoca, con nuove opportunità occupazionali”.

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