Gennaio negativo: mercato auto in discesa a inizio 2019

Brutto inizio, per il mercato dell’auto nel 2019: gennaio è infatti iniziato con un calo del 7.5% su base annua. Un tracollo complessivo che solo nel dettaglio delle singole tipologie può essere analizzato meglio, ma l’impietoso numero iniziale non è di certo un buon elemento. Il diesel registra un -31.4% e per la prima volta in sedici anni perde la leadership in favore del motore a benzina, che cresce con +27.8%. Calano anche le combustioni a metano, ma recuperano quel segmento ibride (+17,8%) ed elettriche (+9,3%). Non basta però a comare il gap annuale che vede un pesante segno negativo. Va notato però che aumentano le immatricolazioni di privati, anche se a trascinare la discesa è un -29.5% delle immatricolazioni aziendali.

L’ecotassa non è ancora entrata in vigore, ma sembra che qualcuno abbia già messo le mani avanti. Almeno, il dubbio è quello, e se i numeri sono questi, i timori per i prossimi mesi sono piuttosto importanti. La Panda è l’auto più venduta, seguono Lancia Ypsilon e Citroen C3. Volkswagen T-Roc è la prima fuori dal podio, , e dopo vengono Toyota Yaris, Dacia Duster, Volkswagen Polo, Renault Clio, Fiat 500X e Peugeot 208. Mancano, e spicca all’occhio, due regine della strada come Fiat 500 e Ford Fiesta.

Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, accompagna con una nota le pubblicazioni dei dati commerciali:

Guardando alle prospettive di medio termine, considerando che gli effetti del bonus-malus non sono ad oggi prevedibili […] Secondo le ultime stime del nostro Centro Studi e Statistiche, elaborate incrociando i driver economici e settoriali in uno scenario macroeconomico rivisto al ribasso, il deciso rallentamento della domanda interna peserà anche sugli acquisti di autovetture ed il mercato nel 2019 proseguirà su un trend di ridimensionamento, come anticipato ed in linea con quanto osservato nel 2018 […] L’anno dovrebbe chiudersi in ulteriore flessione dell’1,1% a 1.888.500 unità, oltre 21.000 in meno delle 1.910.000 del 2018. Il contesto economico in peggioramento contrasterà con lo stimolo che negli auspici del Governo dovrebbe venire dal bonus previsto per le vetture fino a 70 g/km di CO2. L’effetto del bonus-malus dovrebbe essere più di sostituzione che di vendite aggiuntive, data la crescente incertezza generale e considerati gli effetti negativi, anche psicologici, su tutti i potenziali clienti di vetture a più alti consumi. Gli impatti sul mercato comunque saranno tutti da verificare.

Anche Adolfo De Stefani Cosentino, numero uno di Federauto, la Federazione dei concessionari auto, esprime alcuni dubbi:

L’anno parte in decrescita e questa per noi non rappresenta una prospettiva felice. Fisiologicamente gennaio è un mese positivo, tranne che negli anni di crisi. E noi di crisi ne abbiamo abbastanza, avendone alle spalle una piuttosto lunga, che ha lasciato sul terreno il 48% delle concessionarie.

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