Dagli Stati Uniti d’America dubbi d’elezione

Tutti sappiamo che il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti d’America è Donald Trump. Qualcuno si chiederà perché su dotcar.it parliamo del tycoon arrivato alla Casa Bianca, di cosa c’entri “The Donald” con il mondo automotive. C’entra eccome.

Sappiamo, per esempio, di come il Presidente uscente Obama abbia avuto un ruolo determinante nella salvezza dell’industria automobilistica a stelle e strisce e sugli indirizzi di politica ambientale. Sulla prima la protezione dei posti di lavoro, se possibile, sarà ancora superiore; sul secondo punto il rischio è quello di vedere letteralmente un’inversione a U: se Obama indicava un sentiero dall’impronta “green”, con Trump il rischio è quello di rivedere le energie fossili tornare prepotentemente in auge, con l’abolizione delle restrizioni alla produzione di tali fonti. E dunque di dare indicazioni importanti all’industria a quattro ruote.

A proposito di industria, “restituire all’America la sua grandezza” con il paventato protezionismo  prevede giocoforza la profonda rivisitazione degli accordi internazionali sul libero scambio, primo fra tutti il NAFTA: ciò implicherebbe conseguenze per l’export, considerato che dagli USA volano per gli altri Paesi oltre due milioni di auto. Ricordiamo che negli Stati Uniti hanno impianti produttivi costruttori come BMW, Honda, Mercedes, Renault-Nissan, Toyota, Volkswagen; non bastasse ciò, Trump ha dichiarato di voler tassare le auto importate dal Messico, dove i costruttori sopra menzionati e quelli americani hanno molti siti produttivi.

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Da capire invece quale sarà l’approccio del tycoon verso gli investimenti delle auto di nuova concezione. L’auto elettrica, per esempio, con aziende come Tesla che ha investito e sta investendo centinaia di milioni di dollari sull’auto a batteria: basti pensare alla faraonica Gigafactory in costruzione nel deserto del Nevada. Idem sullo sviluppo della tecnologia relativa alla guida autonoma, per la quale ancora non si sono ricevute indicazioni concrete.

I dubbi hanno le settimane contate: il 20 gennaio, la data d’insediamento del nuovo Presidente  non è lontana. Intanto alcuni Costruttori han già fatto trapelare, in maniera più o meno preoccupata, i propri timori.

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