Chi guida la 500 non è un maiale: l’Italia contro lo spot belga

Se ne è parlato sui social network, e non potevamo non parlarne anche noi. Trattiamo anche fenomeno di costume, e questo è uno di quelli: o malcostume, in questo caso, volendo essere più precisi. La polemica nasce dal manifesto che in Vallonia, area francofona del Belgio, ritrae un maiale che, a bordo di una 500 d’epoca, getta dei rifiuti lungo la strada. Lo scopo della pubblicità è quello di sensibilizzare a non gettare rifiuti dall’auto, ma per chi possiede una 500 (d’epoca, ma non se la sono presa bene nemmeno i possessori della riedizione moderna) è risultata un’immagine quantomeno offensiva. E non sono insorti solo i guidatori italiani, ma quelli di tutto il mondo, con i relativi autoclub – che come ben sappiamo, sconfinano ben oltre il nostro territorio nazionale.

Tuttavia, a farsi primo portavoce è il Fiat 500 Club Italia, che con oltre 21mila iscritti e amanti (nonché quasi sempre possessori) della storica 500 che ha messo in moto l’Italia e ha generato un simbolo in tutto il mondo.

Spett.le Sofico, Ministri della Wallonie, Vivacitè
La vostra campagna pubblicitaria in corso sulle autostrade belghe sorprende e lascia sbigottiti: l’abbinamento di un maiale alla Fiat 500 storica offende la sensibilità degli oltre quattrocentomila suoi possessori in tutto il mondo, e come tale mi sento profondamente offeso anche io.

Non si può dare torto: l’immagine che esce da questo manifesto è denigrante e avvilente, fatta di uno stereotipo che si estende in realtà oltre confini nazionali e va a toccare una passione automobilistica che è mondiale. Pensiamo a Hollywood, quella d’altri tempi, e a quanto sono amati simboli come la Vespa o la 500, pensiamo al successo della riedizione moderna (a livello mondiale, anche qui) e ritenere fuori luogo l’immagine proposta è qualcosa che nasce a dir poco spontaneamente.

Adesso non resta che vedere se vi saranno risposte dalle autorità belghe chiamate in causa. Chi guida la 500 non è un maiale.

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