Batterie in proprio? No, grazie. Firmato Mercedes

Bruciato da recenti esperienze, l’amministratore delegato di Daimler Dieter Zetsche ha escluso che Mercedes Benz possa dedicarsi alla produzione in proprio di batterie per l’auto elettrica. “E’ la cosa più stupida che potremmo fare”.

Mentre questo sembrava l’obiettivo fino a pochi anni fa, la visione strategica del gruppo tedesco cambia. E di molto. A causa (o per merito) della tecnologia che continua a progredire. E al numero sempre maggiore di competitors specializzati nello sviluppo di accumulatori. Secondo Zetsche, contrariamente alle aspettative di quattro o sei anni fa, quando in molti pensavano che le batterie sarebbero state una rarità e che dunque dovevano essere oggetto dei necessari investimenti, si profila da oggi a qualche anno un eccesso di capacità nella produzione di batterie.

L’idea iniziale era quella di creare una sorta di gruppo industriale tedesco specializzato nella produzione a grande scala di accumulatori specifici per le auto elettriche, proprio per abbattere i relativi costi di produzione, rendere i prezzi di listino delle auto elettriche più appetibili e dipendere il meno possibile dai produttori asiatici del settore; a questa sorta di consorzio dovrebbero (?) partecipare, fra gli altri, i più grandi costruttori automobilistici tedeschi tra cui proprio la Daimler, che ora si chiama fuori. Proprio la Daimler aveva una divisione del reparto Ricerca & Sviluppo dedicata alle batterie agli ioni di litio che è stata letteralmente cassata a causa degli alti costi.

Da notare che la Mercedes-Benz B 250 Electric Drive riceve il sistema propulsivo e le batterie dalla Tesla. La stessa Tesla di Elon Musk che sta costruendo la Gigafactory in Nevada, negli USA, ovvero la più grande fabbrica di batterie del mondo. Nessuno lo dice, ma l’accordo attuale tra Tesla e Mercedes sembra il preludio ad un accordo duraturo e conveniente per entrambi i protagonisti. L’A.D. di Daimler si limita a dire che il gruppo tedesco  non comunica più i fornitori che producono le batterie per i propri veicoli in quanto sono “intercambiabili”. Discreto, quantomeno.

Zetsche chiosa affermando che fino a quando non sarà chiara quale sarà la tecnologia più efficiente ed economica, il gruppo tedesco non è interessato a fare alcuna scommessa tecnologica e finanziaria. Del resto, se nella maggior parte dei paesi sviluppati il mercato delle vetture elettriche è ancora relegato allo “zero-virgola” nelle quote d’immatricolazione, è chiaro ogni investimento in questo campo potrebbe rivelarsi ad alto rischio. Anche i capitani d’industria navigano a vista.

Daimler CEO Dieter Zetsche attends a news conference during the International Motor Show (IAA) in Frankfurt, September 14, 2011. REUTERS/Alex Domanski

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