Auto e ministero dei trasporti americano

Avendo a che fare con la vostra auto vi sarete imbattuti inevitabilmente nella sigla DOT. Ma cosa significa?  E’ precisamente un acronimo, che identifica l’americanissimo Department of Transportation:  è in pratica il ministero delle infrastrutture del governo federale degli Stati Uniti d’America che si occupa, appunto,  di tutto lo scibile relativo alle infrastrutturali dedicate ai trasporti.

Composto da più agenzie, in campo automobilistico risulta importante in quanto è responsabile della emissione di normative tecniche che spesso diventano di riferimento mondiale. Tra le più conosciute quelle relative agli pneumatici e al liquido degli impianti frenanti impiegati sulle auto.

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Dove troviamo il DOT citato ed anche in bella mostra è sul fianco degli pneumatici: su tutte le gomme troviamo in pratica la tracciabilità delle stesse grazie al Tire Identification and RecordKeeping, introdotto dalla FMVSS109. Fateci caso: sul fianco dello pneumatico troverete, dopo le tre lettere DOT, una combinazione di otto caratteri alfanumerici incisi che riportano il nome del costruttore, lo stabilimento di produzione, il tipo di struttura adottata, la misura ed il battistrada. Dopo il TIRK, ecco un numero di 4 cifre che indica la data di produzione: le prime due cifre la settimana, le altre due l’anno di produzione. Questa tracciatura consente d’identificare, in maniera inequivocabile, gli pneumatici oggetto di richiamo tecnico da parte delle autorità o del Costruttore.

Altrettanto “famoso” è il DOT impiegato nella classificazione del liquido freni della vostra auto: DOT 3, DOT 4 o DOT 5? Queste mini-sigla rispondono al regolamento Federeral Motor Vehicle Safety Standards che stabilisce le caratteristiche del liquido freni: la FMVSS 116 stabilisce le peculiarità dei vari liquidi dedicati a far funzionare dischi, pastiglie, pinze, tamburi, ganasce, ecc. Oltre alla definizione delle basi su quale è realizzato il liquido, la tendenza ad assorbire l’umidità,  e ad altre caratteristiche, fra tutte quella più salta all’occhio è la temperatura di ebollizione:  ad esempio, se per il DOT 3 posson bastare 205°C, per la qualifica DOT 4 occorrono almeno 230°C.

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