4 cose da sapere sul giubbotto riflettente o gilet alta visibilità

Che lo si chiami giubbotto salvavita catarifrangente o gilet alta visibilità (o giubbotto riflettente che dir si voglia), quello che viene in mente è sempre lo stesso dispositivo: un giubbino arancione o giallo, con strisce catarifrangenti che rende visibile chi lo indossa alla minima illuminazione, anche in piena notte. È un dispositivo di sicurezza obbligatorio dal 2004 (da utilizzare assolutamente in abbinamento a condizioni come quelle che richiedono il posizionamento del triangolo) e deve essere indossato dal conducente (opzionalmente anche dai passeggeri) che esce dalla vettura ferma sulla carreggiata, fuori dai centri abitati, durante la notte o in condizioni di scarsa visibilità e, appunto, quando si posiziona il triangolo d’emergenza. Ma ci sono alcune cose molto importanti da sapere, per utilizzare correttamente il dispositivo.

Le caratteristiche principali di giubbotti, gilet e bretelle riflettenti

Secondo l’articolo 162 del Codice della Strada è prescritto l’utilizzo di giubbotto riflettente o di bretelle riflettenti. Il decreto del 30 dicembre 2003 indica che a prescindere dai colori – arancione, giallo o rosso fluorescente – è imprescindibile la presenza dell’etichetta (valida anche per le bretelle) a marchio CE e la sigla UNI EN 471 che lo rende conforme alla normativa.

Chi ha l’obbligo di utilizzo?

Sempre l’articolo 162, al comma 1 indica che tutti i conducenti (esclusi velocipedi, ciclomotori a due ruote e motocicli) hanno l’obbligo di utilizzo del giubbotto riflettente. Secondo la norma, quindi, non sono esenti i quadricicli. Altrettanto vale per gli automobilisti stranieri sul territorio italiano, sebbene la gabola, per così definirla, sta nel fatto che si parla sempre di veicoli immatricolati in Italia. Se ne desume che veicoli immatricolati all’estero possono essere dotati di analoghi sistemi anche se non omologati secondo la normativa poco fa indicata.

Quando è obbligatorio utilizzarlo?

Facendo sempre riferimento all’articolo 162 del CdS, al comma 4-bis:

Nei casi indicati al comma 1 durante le operazioni di presegnalazione con il segnale mobile di pericolo devono essere utilizzati dispositivi retroriflettenti di protezione individuale per rendere visibile il soggetto che opera. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono stabilite le caratteristiche tecniche e le modalità di approvazione di tali dispositivi.

In breve, chiunque effettui operazioni al di fuori della vettura: in primis il conducente – per logica – e in secondo luogo altri eventuali occupanti. Conseguentemente, sebbene sia obbligatorio avere un giubbino a bordo, è saggia decisione averne un altro, all’interno dell’abitacolo per poterlo indossare senza scendere dalla vettura. Perché magari l’attesa di una manutenzione d’emergenza o di un soccorso sono difficili da aspettare chiusi in auto.

Qual è la sanzione in caso di non ottemperanza?

Chi non fa uso dei dispositivi di giubbotto riflettente, gilet alta visibilità o bretelle riflettenti quando ne è imposto l’uso, il CdS prevede una sanzione amministrativa di valore variabile, da 41 a 169 euro. Per il conducente, si aggiunge una decurtazione di 2 punti dalla patente. Va notato che, a differenza del triangolo, non è obbligatorio mostrarlo in fase di controllo. Tuttavia, essendo obbligatorio indossarlo in caso di necessità, è evidente che questo debba essere in auto.

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